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Gli interni della Specola negli anni Ottanta, senza più la copertura, aperti al cielo

La storia

Di un osservatorio voluto da una duchessa, disegnato da un architetto di trentadue anni e lasciato, per scelta, incompiuto.

1819

Un «luogo incantatore»

La decisione di costruire la Specola fu presa da Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca. Con un decreto del 17 settembre 1819 stabilì che un osservatorio dovesse «immediatamente essere costruito e montato a spese del nostro particolare Consiglio», a due passi dalla sua residenza estiva di Marlia.

Decisivo fu il barone de Zach, celebre astronomo dell’epoca, che definì il colle prescelto un «luogo incantatore».

1819 – 1824

Varietà nell’unità

Il progettista, il lucchese Lorenzo Nottolini, aveva trentadue anni: neoclassico, palladiano, un purista rigoroso. Impostò l’edificio su un’alta piattaforma che a valle si eleva per quasi cinque metri, con una pianta rettangolare e due avancorpi sul retro.

Il fulcro doveva essere il corpo cilindrico della torre di osservazione. Non fu mai costruita. A dirigere l’osservatorio fu chiamato Jean-Louis Pons, il cacciatore di comete. Nel 1824, con la morte di Maria Luisa, l’attività scientifica fu sospesa.

La facciata della Specola prima del restauro, con il pronao e le colonne

La facciata a valle, prima del restauro

1787 – 1851

Lorenzo Nottolini

Nato a Segromigno in Monte nel 1787, architetto geniale, operò intensamente a Lucca anche nell’urbanistica e divenne noto in Italia e fuori come idraulico. Arginò il Serchio, prosciugò le paludi di Bientina e di Massaciuccoli, costruì ponti e il celebre acquedotto, con i suoi 459 archi.

Dal 1818 al 1848 fu regio architetto del Ducato di Lucca, presso la corte dei Borbone.

Prima del restauro

  • Il monogramma di Maria Luisa, intagliato nel legno
  • Il cornicione, prima del consolidamento
  • Un capitello ionico del pronao
  • La base di una colonna, in arenaria
  • Il retro in pietrame, senza la torre
Dagli anni Ottanta

Dall’abbandono alla cura

All’inizio degli anni Ottanta la Specola era in completo abbandono, aperta a chiunque, esposta ai danni e alle intemperie. Il proprietario attuale, Giuseppe Ciambelli, avviò il restauro conservativo rifacendo quasi per intero la struttura in legno della copertura, poi soffitti, intonaci, pavimenti e infissi.

L’ultima fase ha recuperato gli esterni, consolidando le parti in arenaria della facciata a valle.